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mercoledì 19 settembre 2012

There is a Fitting and a Dismay. A Fitting and a Despair

Ciò che temevo venne,
ma meno spaventoso,
perchè il lungo timore
l'aveva quasi abbellito.


Ci si abitua all'angoscia,
alla disperazione.
Peggio sapere che viene
che saperla presente.

Chi indossa la sua pena
il mattino che è nuova
soffre più che a portarla
un'intera esistenza.

sabato 1 settembre 2012

Moi, La Liseuse

Se sono ancora qui, nonostante i mille problemi di salute e ai mille problemi di altro tipo che ho avuto lo devo ai miei libri e, più tardi, alla mia musica. Leggevo perchè ho imparato a leggere da sola prima di iniziare le scuole elementari e i miei compagni già mi annoiavano: ogni libro che avevo letto era un viaggio che loro non avevano fatto. Leggevo quando loro erano in strada a giocare e io in casa che non avevo la forza di uscire. Leggevo quando son stata  ingabbiata per 2 anni dentro un busto di gesso che mi reggeva la schiena e il collo. Non tutti i mali vengono per nuocere.


Jean Jacques Henner, La liseuse
Henri Matisse, La liseuse, 1895

Umberto Boccioni, La cucitrice, 1908

Gioacchino Toma, Donna che legge, 1880-85 ca.

Francesco Hayez, Odalisca che legge, 1866
Pierre-Auguste Renoir, La liseuse, 1876
Jean-Honoré Fragonard, La liseuse, 1776







martedì 26 giugno 2012

Highway to hell

Chi segue la sua strada ha sempre una meta da raggiungere, ma chi ha smarrito la retta via, va errando all'infinito.   

Seneca




 






ACDC Lane, Melbourne, 
Australia

domenica 24 giugno 2012

A season in Hell (that's what my life is)

NOTTE DELL’INFERNO
 
Ho trangugiato un’inaudita sorsata di veleno. – Sia tre volte benedetto il consiglio che mi è pervenuto! – Mi bruciano le viscere. La violenza del veleno mi contorce le membra, mi rende deforme, mi schianta. Muoio di sete, soffoco, non posso gridare. L’inferno, la pena eterna è questa! Guardate come si ravviva il fuoco! Brucio come si deve. Va’, demonio!
Avevo intravisto la conversione al bene e alla felicità, la salvezza. Come posso descriverne la visione, l’aria dell’inferno non sopporta gli inni! Erano milioni di creature incantevoli, un soave concerto spirituale, la forza e la pace, le nobili ambizioni, che ne so io?
Le nobili ambizioni!
E ancora è la vita! – Se la dannazione è eterna! Un uomo che si voglia mutilare è dannato per davvero, no? Io mi credo all’inferno, quindi ci sono. È il catechismo in atto. Sono schiavo del mio battesimo, io. Voi, genitori, avete originato la mia infelicità, e avete originato la vostra. Povero innocente! – L’inferno non può tormentare i pagani. – È la vita ancora! Più avanti, le delizie della dannazione saranno più profonde. Un delitto, presto, che io sia annientato in nome della legge umana.
Taci, su, taci!...Qui è la vergogna, il rimprovero: Satana che dice che il fuoco è ignobile, che  è spaventosamente sciocca la mia collera. – Basta!... Con gli errori che mi vengono suggeriti, magie, falsi profumi, musiche puerili. – E dire che possiedo la verità, che vedo la giustizia: il mio giudizio è sano e deciso, sono pronto per la perfezione… Orgoglio. – La pelle del cranio mi si rinsecchisce. Pietà! Signore, ho paura. Ho sete, tanta sete! Ah! l’infanzia, l’erba, la pioggia, il lago sulle pietre, il chiaro di luna quando dal campanile rintoccavano le dodici… c’è il diavolo, a quell’ora, sul campanile. Maria! Vergine Santa!... – Orrore della mia stupidità.
Non ci sono anime oneste, laggiù, che mi vogliono bene?... Venite… Ho un guanciale sulla bocca, non mi sentono, sono fantasmi. E poi, nessuno pensa mai agli altri. Che nessuno si avvicini. Io puzzo di bruciaticcio, di sicuro.
Innumerevoli sono le allucinazioni. E’ proprio quel che ho sempre avuto: niente più fede nella storia, l’oblio dei princìpi. Me ne starò zitto: poeti e visionari sarebbero gelosi. Sono mille volte il più ricco di tutti; voglio essere avaro come il mare.
Toh! Proprio adesso l’orologio della vita si è fermato. Non sono più al mondo. – La teologia è seria, l’inferno è certamente in basso – e il cielo in alto. – Estasi, incubo, sonno dentro un nido di fiamme.
Quante malizie nell’osservazione  della campagna… Satana, Ferdinand, corre con le sementi selvatiche… Gesù cammina sui rovi porporini, senza curvarli… Gesù camminava sulle acque irritate. La lanterna ce lo mostrò ritto in piedi, bianco e bruno di chiome, sul fianco di un’onda di smeraldo…
Sto per svelare tutti i misteri: misteri religiosi o naturali, morte, nascita, avvenire, passato, cosmogonia, nulla. Sono maestro in fantasmagorie, io.
Ascoltate!...
Io possiedo tutti i talenti! – Non c’è nessuno, qui, e c’è qualcuno: non vorrei sparpagliare il mio tesoro. – Volete canti negri, danze di urì? Volete che scompaia, che mi tuffi alla ricerca dell’anello? Lo volete? Fabbricherò dell’oro, dei farmaci.
Fidatevi di me, quindi, la fede conforta, guida, guarisce. Venite tutti, – anche i bambini, – che io vi consoli, che sia sparso per voi il suo cuore, – il cuore meraviglioso! – Poveri uomini, lavoratori! Io non chiedo preghiere; mi basterà la vostra fiducia per essere felice.
– E pensiamo a me. Ben poco questo mi fa rimpiangere il mondo. Ho la fortuna di non soffrire più. La mia vita non fu che dolci follie, e me ne dispiace.
Bah! Facciamo tutte le smorfie immaginabili.
Decisamente, siamo fuori dal mondo. Nessun suono più. Il mio tatto è scomparso. Ah! il mio castello, la mia Sassonia, il mio bosco di salici. Le sere, le mattine, le notti, i giorni… Sono stanco!
Dovrei avere il mio inferno per la collera, il mio inferno per l’orgoglio, – e l’inferno della carezza; un concerto di inferni.
Muoio di stanchezza. È la tomba, vado a sfamare i vermi, orrore dell’orrore! Tu mi vuoi dissolvere, Satana, buffone, con i tuoi incantesimi. Io reclamo! Reclamo un colpo di forcone, una goccia di fuoco.
Ah! Risalire alla vita! Posare gli occhi sulle nostre deformità. E questo veleno, questo bacio mille volte maledetto! La mia debolezza, la crudeltà del mondo! Pietà, mio Dio, nascondimi; mi comporto troppo male, io! – Sono nascosto e non lo sono.
È il fuoco che si ravviva con il suo dannato.


Una stagione all'inferno, Arthur Rimbaud 


Hell's Cafe" in Paris in the late 1800's

domenica 27 maggio 2012

Girl, interrupted

"When she talks, I hear the revolution
In her hips, there's revolutions
When she walks, the revolution's coming
In her kiss, I taste the revolution"

Rebel girl, Bikini kill




sabato 19 maggio 2012

Così vicino, così lontano

Vorrei essere uno schermo serico di Warhol
Appeso al muro
O il piccolo Joe o magari Lou
Mi piacerebbe essere tutti loro
Tutti i cuori infranti di New York
E i segreti mi apparterrebbero
Ti metterei nella pellicola di un film
E sarebbe bellissimo.

Ian Curtis



sabato 5 maggio 2012

We gotta fight for our right (to party) - R.I.P MCA

In questi giorni ricorrono i vent'anni dalla morte di Marlene Dietrich e avrei voluto dedicarle un post, invece no. Purtroppo ieri è morto Adam Yauch a.k.a MCA dei Beastie Boys ed è soltanto l'ennesimo post di questo tipo che mi trovo a scrivere negli ultimi tempi. R.I.P Adam e grazie di tutto.


martedì 10 aprile 2012

Dedicated to the man in black

You're Dressed In Black Leather
You're My Kind Of Guy
'cause You'd Die To Live And You
Live To Die

lunedì 19 marzo 2012

"Perdonnez moi. La vie m'est insupportable."

Francesca Woodman



(Francesca Woodman, the most comprehensive exhibition of the artist’s work since Woodman’s untimely death in 1981 at the age of 22, will be on view at the Guggenheim Museum from March 16 through June 13, 2012.)

domenica 26 febbraio 2012

Io sono verticale (ma preferirei essere orizzontale)

Photobucket
Non sono un albero con radici nel suolo
Succhiante minerali e amore materno
Così da poter brillare di foglie a ogni marzo,
né sono la beltà di un’aiuola
ultradipinta che susciti gridi di meraviglia,
senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali.
Confronto a me, un albero è immortale
E la cima d’un fiore, non alta, ma più clamorosa:
dell’uno la lunga vita, dell’altra mi manca l’audacia.

Stasera all’infinitesimo lume delle stelle,
alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.
Ci passo in mezzo, ma nessuno di loro ne fa caso.
A volte io penso che mentre dormo
forse assomiglio a loro nel modo più perfetto –
con i miei pensieri andati in nebbia.
Stare sdraiata è per me più naturale.
Allora il cielo e io siamo in aperto colloquio,
e sarò utile il giorno che resterò sdraiata per sempre:
finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.


Sylvia Plath 

domenica 22 gennaio 2012

One for my baby...

What's the difference if I say
I'll go away
when I know I'll come back
on my knees someday

For whatever my man is
I'm his forevermore


venerdì 20 gennaio 2012

Girls to the front

Ho ritrovato il mio blog di tantissimi anni fa su splinder, pensavo di averlo cancellato e invece eccolo qua: http://psychogrrrl.splinder.com/